Boom in Monaco

Thanks to a friend, we have found the original Whitefin boom! It is adorning the fuel quay in Cap D’Ail, Monaco. Bart Weduwer, who owns the fuel quay, had sailed aboard Whitefin when she was owned by Mario Conde.

Launching of the ‘Whitefin,’ April 1983

Photograher Joe McGurn has gone through the photos from the mystery boxes that he purchased in 2016 in an estate sale, and he has collated almost 150 that chronicled the launching of the Whitefin, built in Camden Renaissance Yachts.

“They are extraordinary photos in which we see the very large boat make its way on the road from Camden to Rockport Harbor,” said McGurn. “I’m not sure that this is done today because as you can see they were cutting tree branches and moving power lines to just make it down the road.

“The scenes from the belted Galloways to the bridge in Rockport and finally entering the water in Rockport are particularly interesting.”

For more photos, please visit the original article: www.penbaypilot.com/article/launching-whitefin-april-1984/85455

         

Quando il charter su un superyacht ha il sapore d’antan

La seguente intervista su Whitefin è tratta da “www.equinoxe.it/charter-superyacht-sapore-dantan

Navigare in Mediterraneo d’estate su un superyacht dal sapore d’altri tempi che alterna charter a cinque stelle a regate d’epoca è un’esperienza unica per chi ama il mare e la vela e permette di vivere una crociera con ritmi lenti, lontani dalla frenesia moderna, ma senza rinunciare a comodità e prestazioni inaspettate.

Emozioni che si possono vivere su Whitefinbellissima barca classica che evoca un veliero d’antan e che oggi figura fra le superstar dell’estate a vela di Equinoxe Yachts. Questo superyacht 28 metri fuori tutto è la prova di come Equinoxe Yachts possa offrire la soluzione migliore per chi cerca questo tipo di vacanza, così come racconta il suo comandante Andrea Milan, che con passione accompagna i propri ospiti in questa avventura.

Navigare su Whitefin fa riscoprire il fascino dello yachting di una volta. Avrete, quindi, una clientela sicuramente particolare. Qual è il cliente tipo che preferisce questo genere di navigazione?

La vela attrae da sempre gli amanti del mare e in genere della natura. Sono persone che sanno apprezzare il fascino di una veleggiata, che si entusiasmano quando la barca raggiunge velocità elevate, quando si sbanda sotto raffica o quando, sotto il riflesso della luna piena, si veleggia nel silenzio. Whitefin offre generosamente tutte queste emozioni ai propri ospiti. Chi le assaggia una volta in genere torna quasi per attrazione fatale. Questa barca, poi, offre performance veliche davvero straordinarie, come dimostrano le molte regate vinte.

Qual è la storia di Whitefin e come è arrivato al mondo del charter di lusso?

Whitefin è stata una famosa barca armatoriale. Fu costruita nel Maine, Negli Stati Uniti, e varata nel 1983. Rimase in America per circa un decennio, poi approdò in Europa. Prima in Spagna e poi in Italia. Nel 2015 viene acquistata da Joy Charter, società Italiana che ha intravisto le straordinarie potenzialità di questo meraviglioso veliero nel mondo del Luxury Charter. Whitefin, infatti, coniuga perfettamente performance veliche e comfort degli interni. Ha quattro cabine doppie per gli ospiti e un salone con caminetto e pianoforte.

Fate crociere in Mediterraneo, ma anche regate d’epoca. Come è articolata la stagione 2017? Ma soprattutto, si può partecipare, e come, a una regata con voi?

Questa stagione è particolarmente variegata. Inizia con un charter in Costiera Amalfitana, poi all’Elba quindi in Sicilia e Malta. Poi Grecia Ionica e poi si risale l’Adriatico per navigare in Croazia, un luogo spettacolare per le vacanze: mare quasi sempre calmo senza onda di risacca (molto fastidiosa per il comfort di bordo), brezze tutti i giorni di 8-12 nodi (perfetto per veleggiare a 10 nodi e oltre) e un’infinità di approdi, baie spiaggette e paesini incantevoli. È sicuramente il mare che conosco meglio e che mi piace di più. Poi la stagione prosegue ancora verso la Grecia, quindi la Sardegna e infine la Costa Azzurra. Qui in settembre parteciperemo alle regate d’epoca, quali le Vele d’epoca d’Imperiale Régates Royales di Cannes e le Voiles de Saint-Tropez. Whitefin partecipa a queste regate nella classe Spirit of Tradition, ovvero barche con linee classiche, ma di recente realizzazione. In questa classe è imbattibile. Vi sono molti ospiti che si appassionano alle regate e che ci chiedono di poter partecipare come spettatori a bordo o con un ruolo alle manovre: dopo un training di un paio di giorni, sono pronti per partecipare attivamente all’emozione di una regata. Il contesto di queste regate è sempre molto coinvolgente. Breefing, cene, premiazioni e feste tutti i giorni e, se poi abbiamo la bravura e la fortuna di vincere…, la gloria!

In Croazia quali rotte seguirete e quali le tappe salienti?

La Croazia è spettacolare: offre un arcipelago navigabile di circa 3000 isole disposte in modo da poter scegliere se navigare in mare aperto o protetti da una catena longitudinale di isole vicine tra loro, così da poter navigare in mare tranquillo anche con vento forte. Le mete sono innumerevoli, ma tra tutte io amo molto la parte alta della Croazia, con le isole di Lussino, Silba, Ulbo e l’arcipelago delle Incoronate. Luoghi magici dove il mare è blu limpidissimo, costellato di baie e spiagge di sabbia bianca, e dove si incontrano borghi incantevoli in cui scendere a terra e mangiare pescato freschissimo. Vi sono anche splendide città, come Zara, Sebenico e, più a sud, Spalato e Dubrovnik, ricche di storia e di attrazioni. Quest’estate Whitefin è impegnato con un charter all’inizio di agosto nella parte più a sud, poi navigheremo più a nord per scendere da Lussino fino alla Grecia, costeggiando anche l’Albania.

Il fascino di un veliero d’epoca come Whitefin si apprezza in navigazione: quali sono le sue performance a vela? Che capacità di spostamento ha?

Bisogna sottolineare che le performance veliche di Whitefin non sono quelle di una barca d’epoca, ma di un megasailer moderno. La sua carena, infatti, è piatta come le barche moderne, con bulbo in piombo con le alette: tutto ciò le garantisce un passo decisamente invidiabile. Traducendo in nodi, si può dire che Whitefin ha la stessa velocità del vento, fino a 12-13 nodi e spesso tocca i 16 nodi. È uno spettacolo specie quando apriamo il gennaker bianco e celeste di 500 metri quadrati. La bolina è il suo forte: bolinare a 10 nodi è normale e, a queste velocità, un trasferimento giornaliero di 50 miglia rappresenta una tappa normale. Trasferimenti diurni di 80–100 miglia sono fattibili senza affaticare gli ospiti. Se il vento cala sotto i 5 nodi, accendiamo il motore e manteniamo una velocità di crociera di 8 nodi in tutto relax. Quando la meta è lontana navighiamo anche di notte e copriamo mediamente 200 miglia in 24 ore.

Gli interni di Whitefin sono davvero accoglienti, non capita tutti i giorni di avere a disposizione un pianoforte, cabina armatoriale con bagno padronale e vasca e un servizio a bordo di prim’ordine.

Il layout degli interni parla da sé: quattro cabine doppie per gli ospiti e due – sempre doppie – per l’equipaggio, un salone molto accogliente e una cucina enorme degna di un hotel. Ma la cosa straordinaria sono le finiture. Non si trovano facilmente barche con interni così curati nei minimi dettagli. Tutto è rifinito con legno massello, lavorato da esperti ebanisti.

Oltre a fare charter di lusso, Whitefin è richiesta anche per team building, servizi fotografici ed eventi. Come funziona questa parte della vita di questo superyacht?

Specialmente durante le regate, abbiamo gruppi di manager o di clienti importanti di aziende che trovano coesione e affiatamento proprio nel lavorare insieme sul ponte di Whitefin, con lo scopo comune di vincere la regata. Abbiamo avuto a bordo l’organizzazione di Vendita Europa di Porsche, il personale di società finanziarie e di gestione del credito. Si sono sempre divertiti molto e noi con loro. In altre occasioni Whitefin è stato anche il “set” per shooting fotografici.

Servizio a bordo, chef e menu gourmet sono atout a cui anche chi sale per la prima volta a bordo guarda con attenzione. Come è composto il vostro equipaggio e quali sono le specialità del vostro chef?

L’equipaggio di Whitefin è composto da un team di quattro persone: il comandante, due marinai/steward e una chef professionista. Tutto il team, chef compresa, si alterna in coperta, durante la navigazione, al customer care, occupandosi di servizio in tavola, pulizia e riordino delle cabine e degli interni. Il nostro equipaggio è accuratamente selezionato e tutti parlano almeno due lingue.

Esiste un aneddoto o una storia particolare legata alla vita di bordo di Whitefin che ricorda con piacere?

Ricordo con simpatia e orgoglio la vacanza in costiera amalfitana di una numerosa famiglia del Lussemburgo: tra gli ospiti c’era anche la suocera 74enne del capofamiglia che ha gestito al meglio ogni momento della navigazione su questo superyacht. E a proposito di ospiti particolari, il record di anzianità a bordo l’ho avuto questa primavera alla Vela Cup di Santa Margherita Ligure, quando ho ospitato una signora di 83 anni che seguiva perfettamente i ritmi dell’equipaggio, passando da una fiancata all’altra per bilanciare lo sbandamento con il proprio peso.

Ci regala una recensione di un vostro ospite che le ha fatto particolarmente piacere ricevere?

Ne ho moltissime e tutte molto positive. Questa è l’ultima che ho ricevuto:
“Dear Andrea and Crew,
We are back in the US and still talk about the wonderful experiences we had aboard the Whitefin. Being first time charter guests, and especially on a sailing yacht, we had no idea what to expect. It was one of the best vacations we ever had and provided us endless quality family time. You and the entire crew were so hospitable, kind , knowledgeable and patient with our family. Your knowledge of the area and the secret gems we should see, helped us gain a true understanding for what the Amalfi coast has to offer.
The Whitefin, itself, what can I say? It is a beautiful classic yacht that is easy to appreciate and love. Your meticulous care of her is obvious as the boat shines and stands out among all others. We were proud to be aboard and look forward to another charter (Croatia?) next year! Arrivederci!”
(Lisa, Andrew, Logan and Austin Ramos – June 2017 from the US)

800 miles in 6 days

Whitefin is currently chartered at Monte Argentario. To get here, we left from Croatia just a week ago. We have sailed 800 miles, in 6 days and 5 nights!

This picture captures the yacht while diving into 2 metres waves, along the coast of Rome.

Whitefin has opened a wonderful charter season in Naples

Whitefin has returned to sail, completing the first charter of the season in the wonderful Gulf of Naples. Her guests have had the pleasure of sailing with splendid weather, while also enjoying the 500 sqm gennaker, that pushed Whitefin to 11-12 knots, with the breeze of the afternoon. The end of May in the Gulf of Naples is ideal for sailing with perfect climate and without the overcrowding of high season.

Barche da sogno: il fascino distinto del Whitefin

Il seguente articolo è tratto da “www.giornaledellavela.com/barche-da-sogno-il-fascino-distinto-del-whitefin

Vi raccontiamo la storia di questo 90 piedi voluto da Phil Long e disegnato da Bruce King. Una barca dalla bellezza senza tempo che a vela stupisce ancora

Ci sono barche dalla bellezza senza tempo, con il fascino distinto delle linee classiche e il procedere elegante dei cigni sull’acqua. Barche che riconosciamo anche a grande distanza, quelle insomma che non passano inosservate e ci obbligano a voltare lo sguardo verso di loro quando le incontriamo in mare. Una di queste è senza dubbio il Whitefin, uno Spirit of Tradition di 90 piedi, 27,43 mt, protagonista tra le barche cult che hanno animato il VELAFestival 2017.

La storia del Whitefin è quella della ricerca della qualità e dell’estetica senza compromessi: una barca che può essere definita come un omaggio al culto della bellezza dello yachting di una volta. All’inizio degli anni ’80 il facoltoso armatore Phil Long iniziava a maturare l’idea di sostituire il suo Whitehawk con una barca più performante. Per farlo contatta il designer californiano Bruce King: la richiesta è quella di disegnare una barca dalle linee classiche, ma in grado di avere le prestazioni di uno yacht moderno e soprattutto essere più performante della sua precedente barca. La sfida per il progettista si presenta quindi complessa, anche per le richieste del vulcanico ed esigente armatore. Per raggiungere l’obbiettivo occorre realizzare una barca leggera, rigida, ma al tempo stesso marina, utilizzando però un materiale classico, il legno. A risolvere il problema fu lo stesso armatore, che fondò nel Maine il cantiere Renaissance Yacht Marine in modo tale da potere gestire al meglio la costruzione dei suoi yacht, curandone i dettagli.

Nel 1983 il Whitefin vede l’acqua per la prima volta: il 90’ piedi viene realizzato West System (la barca più grande al mondo realizzata con questa tecnica): lamellare e resina epossidica per ottenere un mix strutturale resistente, rigido e leggero, proprio come richiesto dal committente. Quell’anno, l’83, fu un anno importante per la storia della vela: gli australiani strapparono la Coppa America a Dennis Conner grazie alle famose alette sulla chiglia ideate da Bel Lexcen ed Alan Bond. Il fatto impressionò molto la comunicta velica a stelle e strisce, che si vide per la prima volta superata nel più antico trofeo della vela. Fu del tutto naturale quindi che Whitefin venisse subito dotata di una chiglia simile, che gli permise fin da subito di dimostrare straordinarie doti veliche anche e soprattutto con vento leggero, grazie anche ad un piano velico generoso tipico del periodo IOR.

Si racconta che Phil Long avesse lanciato una sfida al suo progettista. Non appena varato il Whitefin avredde dovuto sfidare la vecchia barca di Long, per testare subito le velocità del nuovo progetto e valutarne il risultato. Il Whitefin ebbe subito dei problemi ad issare tutta la randa e partì in ritardo. Nonostante il distacco accumulato da subito, nelle arie leggere, riuscì ad agganciare l’avversaria, superandola ed andò a vincere la sfida, con il sollievo di Bruce King che fu così consapevole di avere accontentato il volere dell’eccentrico ed esigente armatore.

L’efficacia idrodinamica delle alette applicate sulla chiglia, fanno si che la barca abbia una zavorra meno voluminosa ed un pescaggio più ridotto del dovuto, consentendo così buone performance anche nelle brezze. Oggi il Whitefin fa base in Italia e naviga in Mediterraneo. Chi ha avuto la fortuna di navigare a bordo di questa regina può raccontare come l’uso del motore sia limitato alle occasioni in cui il vento non arriva a 5 nodi: con il suo imponente armo a sloop frazionato, che prevede una superficie velica massima di bolina di 460 mq e alle portanti ben 720 mq, il Whitefin è abituato a navigare di bolina alla stessa velocità del vento fino agli 11 nodi, regalando al suo equipaggio velocità costantemente in doppia cifra al lasco.

Grazie a questa caratteristiche ha partecipato con successo in questi anni a diverse tappe del circuito Panerai, alla Maxi Yacht Rolex Cup di Porto Cervo e alle Voiles de Saint Tropez, ospitando a bordo nomi e campioni che hanno fatto la storia della vela italiana come Mauro Pelaschier. La cabina armatoriale ospita anche una vasca da bagno in legno, la dimette un pianoforte ed un insolito caminetto, nonché tutti gli accessori necessari al comfort di bordo per una crociera di lusso. Il suo porto d’ormeggio oggi è Marina di Pisa, dal quale si muove per la sua attività di charter in regata o crociera. Whitefin naviga oggi in tutto il Mediterraneo, nel 2016 ha coperto oltre 6 mila miglia, e per questo 2017 sarà molto probabile vederla all’opera in un paio di tappe del Circuito Panerai ed ancora alle Voiles de Saint Tropez.

Il Whitefin è per veri intenditori, per chi non si accontenta, per coloro che cercano un’anima vera sulla barca con la quale navigano. Questo 90 piedi è il tipico sogno ad occhi aperti, una barca forse non per tutti ma per i veri cultori dello yachting di un tempo che amano riviviere lo spirito più nobile della vela anche in un’era dove le forme e l’estetica del design nautico hanno imboccato altre strade. Le barche belle però, si sa, non hanno età e Whitefin è infatti una barca senza tempo.

IL CHARTER SUL WHITEFIN

La sua attività di charter viene gestita dal broker Equinoxe di Torino e la barca fa parte del MYBA, l’associazione dedicata allo yachting di lusso che ha nella sua flotta alcune delle imbarcazioni a vela ed a motore più belle al mondo. I suoi interni sono composti di legni pregiati, ed ospitano quattro cabine doppie più quelle dedicate all’equipaggio. Può accogliere per la notte 8 persone, 12 per il day cruising più quattro persone d’equipaggio, il capitano, due marinai ed una cuoca. Oltre al charter, il Whitefin è disponibile come location per servizi fotografici, team building ed eventi per le aziende. La barca viene charterizzata con un equipaggio professionista, che prevede un comandante esperto e profondo conoscitore della barca, due marinai ed una chef di alto livello.